Convento frati minori Cappuccini di Sortino
A Sortino nasce un piccolo convento, costituito da un corridoio e da un dormitorio, rivolti a settentrione, e da una piccola chiesa, al di sopra del vecchio abitato di Sortino nel 1556. Dopo l’immane terremoto del gennaio 1693, gli edifici furono danneggiati gravemente, il convento fu ricostruito e ingrandito nello stesso sito, con i corridoi e le celle di mezzogiorno e tramontana, così da formare un quadrilatero, con una grande terrazza a fianco della nuova chiesa, e uno spazioso e sobrio atrio di forma quadrata e pavimento lastricato in pietra.
Alla originaria costruzione del convento sortinese e della chiesa contribuirono largamente, oltre i fedeli, certamente anche i Marchesi di Sortino della famiglia Gaetani, una testimonianza di ciò ci sembra trovarla nel fatto che, nella precedente chiesa del sec. XVII si trovavano le tombe di membri dell’anzidetta Casa gentilizia.
Nel convento, le piccole e disadorne celle, esistenti lungo i tre larghi corridoi ad uso dei frati in questo convento, sono al piano superiore in numero di circa 40. Al piano terreno trovano posto il grande refettorio, la cucina e altri ambienti accessori e necessari alla vita comunitaria. Presso la porta d’ingresso trovasi un grande vano adibito a parlatorio, testimone rigorosa clausura.
Accanto al convento, sul lato occidentale, trovasi un ampio orto (detto comunemente ”silvia”), circondato e difeso da alte mura, ricco di vari alberi da frutto, di alti solenni cipressi, e di abbondante acqua per irrigare le verdure e gli ortaggi, necessari all’alimentazione dei Frati; e serviva ancora come luogo di distensione, di meditazione e di riposo per i Religiosi.
Il cimitero dei Frati era sito in un ipogeo sotto la chiesa, e sono ancora aperte piccole finestre ai lati del portale d’ingresso della chiesa.
Questo Convento, per la sua importanza e la stima goduta, è stato spesso luogo di noviziato cappuccino fin dal 1764, e a lungo anche studentato teologico; inoltre ha avuto sempre una famiglia numerosa di Religiosi, soprattutto dopo la soppressione del 17 luglio 1866.
Il Servo di Dio Fra Giuseppe M. da Palermo, quivi morto nel 1886, fu un modello così perfetto di vita religiosa e penitente, che è in corso il processo apostolico di Beatificazione.
Questo Convento possiede una ricca biblioteca con libri antichi e preziosi, e inoltre una raccolta di libri ascetici e agiografici ad uso dei fedeli e della gioventù.
