Pantalica

Pantalica

Necropoli rupestre preistorica

Scopri la bellezza incontaminata di Pantalica Valle dell’Anapo, un luogo dove la natura e la storia si intrecciano in un abbraccio magico. Esplora i sentieri che si snodano tra le antiche necropoli e lasciati incantare dai panorami mozzafiato che si aprono davanti ai tuoi occhi. Immergiti in un’esperienza unica, dove il tempo sembra essersi fermato e la serenità regna sovrana.

Pantalica, identificata quasi certamente con la leggendaria Ibla, fu esplorata da Paolo Orsi in quattro campagne di scavi, fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900. L’archeologo stimò che nel sito si aprivano circa 5000 tombe, molte delle quali riunite nelle 5 necropoli principali: Nord, Nord-Ovest, Sud, Cavetta, Filiporto.
Poiché da millenni il luogo era stato meta di profanatori, fu ritrovato intatto soltanto qualche centinaio di sepolcri che fornirono importanti testimonianze sulla cronologia delle genti preistoriche e protostoriche che abitarono questa fortezza naturale durante la tarda età del bronzo. Nel corso del XIII sec a.C. si assistette ad un grande mutamento nel quadro delle civiltà della Sicilia sud-orientale, testimoniato dall’improvviso spostamento degli insediamenti dalla costa verso le zone più impervie e facilmente difendibili dell’Altopiano ibleo.
Elemento fondamentale della civiltà di Pantalica è l’Anàktoron, il palazzo del principe. La costruzione fu realizzata in tecnica megalitica, simile nella fattura ai coevi palazzi micenei, per cui è stata avanzata l’ipotesi che ad eseguire l’opera possano essere state maestranze d’oltremare ai servigi del re. La presenza di questa imponente struttura, lunga 37 m e larga 11 m, ci fa supporre che la civiltà di Pantalica abbia segnato un passo importante nella civilizzazione di tutto il bacino del Mediterraneo, volano di culture e artigianato. Dopo quindici secoli di oblio, Pantalica tornò ancora una volta ad essere abitata. Il motivo fu lo stesso che nel XII sec a.C., aveva indotto le popolazioni indigene ad abbandonare i villaggi costieri per arroccarsi nell’entroterra in luoghi più facilmente difendibili. Il sito questa volta fu utilizzato dai Bizantini per sfuggire al nuovo pericolo arabo.
Non tutto il massiccio di Pantalica fu oggetto di insediamento in quest’ultimo periodo, ma soltanto tre aree, in particolare: il lato meridionale della Sella di Filiporto, l’area della Cavetta e i fianchi della Necropoli Nord. Il nucleo più importante sorge sul lato meridionale della Sella di Filiporto e consta di 150 unità abitative; qui si rinviene la chiesa di San Micidiario che, insieme alla chiesa del Crocifisso e a quella di San Nicolicchio, testimonia l’importanza di questo luogo agli inizi del VII sec d.C. Alle necropoli e ai tre abitati bizantini vi si accede, o dal piccolo centro di Ferla, dopo 11 km di percorso, o dal versante opposto, lato Sortino.

Video descrittivi

Tratti dal progetto “Le linee del cuore tra terre e mari" "sono linee ideali che uniscono il mare alla terraferma in un perimetro che presenta, distintamente, una forma di cuore”.
Ogni filmato racconta un tema una storia.